L’alba dei leoni di Stefania Auci

Stefania Auci ci racconta le origini dei Florio, prima dei leoni di Sicilia

Quando una saga che ho adorato finisce, provo sempre un senso di nostalgia e di abbandono. Mi capita di ripensare alle vicende che hanno coinvolto i personaggi, a immaginare conclusioni diverse e allora mi metto a scorrere le pagine, rileggendo le frasi annotate con i miei fidatissimi post-it colorati.

Puoi quindi immaginare la mia eccitazione quando Editrice Nord ha annunciato l’uscita del nuovo libro di Stefania Auci, L’alba dei leoni, per il 13 gennaio 2026. Da brava fan girl ho ascoltato tutte le interviste da lei rilasciate e non mi sono fatta sfuggire l’occasione di ascoltare le sue parole dal vivo in occasione della presentazione del libro a Roma.

Ovviamente mi sono presentata all’appuntamento con la mia bellissima copia corredata da decine di post-it colorati (rigorosamente in tinta con la palette della copertina). Inutile dire la gioia di sentir raccontare la nascita del libro e la sua storia dalla voce di Stefania Auci, e l’emozione infinita di ascoltare alcuni brani letti dalla bravissima Donatella Finocchiaro, che nella serie Tv diretta da Paolo Genovese, tratta da I Leoni di Sicilia, interpreta Giuseppina Saffioti.

Il corallo: oro rosso, bello e mutevole, dono prezioso del mare a tutte le latitudini (….) vivo e non più vivo, eppure custode di mille minuscole vite, la sua stessa esistenza è un mistero che continua ad affascinare, anche oggi che i mastri corallari non esistono quasi più.

Tornano i Florio!

Ma veniamo al libro! Innanzitutto non chiamatelo PREQUEL! L’autrice stessa ci tiene a sottolineare che per lei scrivere questo libro è stata una sorta di necessità, un atto d’amore verso questa famiglia che ha rappresentato tantissimo non solo per la Sicilia, ma per tutta l’Italia. Da qui il suo desiderio di raccontare i Florio prima dei Florio, una famiglia umile legata alle tradizioni della propria terra.

Dopo l’ascesa, il successo commerciale e la caduta….tornano i Florio!

L’alba dei Leoni di Stefania Auci ci racconta le origini dei Florio prima del trasferimento in Sicilia, fra il 1772 e il 1799.

Siamo a Bagnara Calabra, dove Vincenzo fa il fabbro e vive con la moglie Rosa e i figli.

Tra questi troviamo Francesco, il figlio ribelle, che non vuole lavorare nella fucina del padre e che, vuoi per sfortuna o per destino, finisce per essere rapito da una banda di briganti.

Si tratta del brigantaggio pre-unità d’Italia, quello a cui si affacciavano persone costrette da ingiustizie o eventi della vita a nascondersi tra le montagne dell’Aspromonte.

Qui Francesco è testimone di violenze, di cui non vuole far parte. Lontano dal padre Vincenzo, che prende le decisioni per tutti i membri della famiglia, Francesco conosce per la prima volta la libertà. Ma “la libertà dei briganti è un’illusione che ti distrugge prima l’anima e poi la vita. Ti rende malvagio, ti costringe a usare la violenza, cancella ogni dignità”

Talvolta è così che si diventa delinquenti: per bisogno, per non far morire di fame i propri figli, o per ribellarsi a un’ingiustizia.

Nel frattempo la madre, Rosa, che è “sempre stata moglie e madre”, si dispera e prega per il ritorno del figlio, sostenuta da Padre Alberto, una figura fondamentale di supporto alla famiglia.

Ma questo è solo l’inizio degli eventi terribili che si succedono e che contribuiranno a forgiare il carattere di questa famiglia abituata a combattere per tutto.

Un terribile terremoto si abbatte su Bagnara nel 1783, seguito da un maremoto, distruggendo quasi completamente il paese, dimezzando gli abitanti e riducendo le famiglie.

La popolazione si trova a far fronte non solo alla perdita di vite umane, ma anche all’improvvisa mancanza di conoscenza dei lavori, delle tecniche e gli strumenti di produzione, come la fabbricazione della seta, uno dei beni che venivano esportati e contribuivano al benessere del paese e dei suoi abitanti

La stessa fucina di Mastro Vincenzo viene distrutta e tutti si devono rimboccare le maniche

Paolo e Ignazio, ultimi due figli della coppia, sono inseparabili.

Paolo però ha un animo ribelle e cocciuto, nemmeno lui vuole lavorare come fabbro col padre: lui vuole andare per mare, commerciare!

Conosciamo una Giuseppina bambina e innamorata, del fratello sbagliato però! E scopriremo come l’amore si può trasformare in rabbia.

Qui iniziamo ad avvicinarci ai due fratelli che già conosciamo, quelli che andranno a Palermo, avvieranno l’aromateria e creeranno la leggenda di questa famiglia.

Forse è vero che il destino esiste, e ride delle nostre scelte, e ci porta dove vuole lui, come fa il vento con le foglie secche, pensa. Forse davvero siamo degli illusi che credono di essere padroni della vita quando non possediamo nulla di più del nostro respiro

La nostra storia

Questa è una storia di resilienza e amore, di volontà di non sottostare ad un destino avverso, della consapevolezza che fare scelte diverse rispetto a quelle della storia della propria famiglia è necessario, perché nessuno può stabilire a priori il nostro futuro e, come dice l’autrice: “Siamo noi i fabbri del nostro destino”

È la nostra storia, la storia di un popolo che di fronte alle difficoltà si rimbocca le maniche e ricomincia daccapo.

Stefania Auci è l’autrice de I Leoni di Sicilia, libro più venduto in Italia nel 2019, e tradotto in 42 Paesi.

Dal primo libro è tratta la bellissima serie TV omonima diretta da Paolo Genovese, che ci permette di visitare i luoghi in cui si sono verificati gli eventi narrati.

Proprio sul set della serie, a Favignana, l’autrice ha sentito il bisogno di raccontare la storia dei Florio prima che approdassero in Sicilia.

Con questo ultimo libro sui Florio si è chiuso un cerchio: ora aspetto con curiosità il prossimo libro di Stefania Auci!

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